You Are a Musical Instrument IT

Un articolo sulla danza scritto da Hossam Ramzy © 2007 Copyright Hossam Ramzy.
Il 17 Gennaio del 2007.

Nota bene: Prima di leggere questo articolo, raccomando vivamente la lettura degli altri due miei articoli : “Been There…, Done That…, Drumming 4 Dancers, disponibili nella sezione “articoli” del mio sito web: www.hossamramzy.com

Per molti anni, la danza egiziano/medio-orientale e’ stata ammirata nel mondo grazie al talento e alla bravura delle sue interpreti danzatrici.

Alcune sono state considerate alla stregua di divinita’ e seguite da fans e studenti di tutto il mondo e hanno goduto, nell’arco della loro carriera, di fama e rispetto influendo sui cambiamenti del mondo artistico della danza, della recitazione, della musica e del canto. Danzatrici del calibro di Naima Akef, Taheya Karioka, Samya Gamal, Soheir Zaki, Hager Hamdy, Zeinat Oloui, Houda Shams Eddin, Nagua Fouad, Suzie Khairy, Nahid Sabry, Azza Sherif, Mona El Said, Lucy per menzionarne alcune.

Molte altre non hanno raggiunto lo stesso grado di riconoscimento a livello nazionale o internazionale. Ciononostante, sono state delle eccezionali interpreti, di autentica bravura e di livello altamente professionale.

Per svariati decenni, ho osservato approfonditamente, in qualita’ di compositore di musica dedicata alla danza orientale, l’approccio delle danzatrici alla danza, studiando da varie angolature lo stile di ognuna di loro nel presentare una esibizione, durante le riprese di un film o, in certe occasioni, durante esibizioni dal vivo di alcune di loro, alle quali mi sono trovato ad assistere.

Ho notato, un comun denominatore tra di esse. Qualcosa capace di suscitare in me un sentimento ricorrente, ogniqualvolta le vedessi danzare, nonostante le connotasse la diversita’ nel look, nella qualita’ della danza e nel livello tecnico.

Percepivo ognuna di esse come fosse  uno strumento musicale. Uno strumento in moto, vivo, pulsante, pensante, sensiente, con un consolidato talento artistico e in grado di creare emozioni, fino a ritenere che:

la danzatrice e’ lo strumento musicale finale dell’orchestra.

Come riportato in diversi miei articoli precedenti, ribadiro’ la idea per la quale la danzatrice e’ uno strumento che traduce la musica, attraverso movimenti dalla forma tridimensionale.

La danzatrice e’ uno strumento musicale che ha la superiore abilita’ di udire il suono emesso dal solista, nel momento stesso in cui esso viene prodotto dall’immaginazione del solista stesso, anche prima che egli stesso lo generi o lo possa sentire fuoriuscire dal suo strumento, creando una eccezionale magia nella danza egiziana.

La danzatrice sente il suono prima che esso venga trasmesso dalla mente del musicista, attraverso un comando mentale, alle mani, con le quali suonera’ il suo strumento, che sia un violino, una fisarmonica, un qanun, un liuto, un kawala, una tastiera, un sassofono o una tabla.

Avendo udito il suono, essa scegliera’ determinati movimenti, secondo la formula:

E = E in misura e direzione.  2000 © Copyright Hossam Ramzy.
(si legga il mio articolo Drumming 4 Dancers” ).

Non c’e’ nulla di piu’ piacevole che osservarle danzare secondo questi parametri e molte danzatrici cercano di fare del loro meglio per danzare in tal modo e, con rammarico, devo ammettere, avendole osservate danzare, che molte di esse hanno investito anni nel cercare di ottenere risultati in merito, senza sapere come farlo. Ciononostante, ce la si puo’ fare.

Qualcuno potrebbe dirmi che danzatrici di livello professionale, famose ed esperte conoscono esattamente cosa i musicisti suoneranno, in qualsiasi parte di qualsiasi brano musicale loro stiano danzando e che queste professioniste ingaggiano solo il meglio dei musicisisti.

Difatti, a questi livelli si ha a che fare con artisti di alta professionalita’ ed esperienza, capaci di eseguire le parti musicali perfettamente come dovrebbe essere ogni volta.

Ciononostante artisti di questo livello non ripetono mai la stessa frase musicale piu di una volta. E’ improbabile che lo facciano.

Se poniamo attenzione per un attimo alla costruzione della composizione musicale, scoprirete che mentre le componenti della musica sono:

Ritmo
Melodia
Frase orchestrale detto Lazmah
Armonia

Una canzone o composizione per danza ha piu’ o meno il seguente schema:

Preludio
Introduzione
Ripetizione dell introduzione
Possibile ponte musicale O meno
Primo verso
Coro
Ripetizione dell introduzione
Secondo verso
Ripetizione del coro
Pipetizione dell’ introduzione o ponte musicale
Terzo verso
Coro

Outroduction o finale (un termine musicale che definisce un tipo di frase musicale estratta dall’ introduzione e usata nella parte dell’ uscita di scena, della fine etc…)

Le suddette sono alcune delle componenti di base di una canzone o composizione per danza. Cio’ non vuol dire che ogni pezzo sara’ composto in questo modo.

Alcuni compositori iniziano usando altri modi, altri ripetono altri parti piu’ degli altri e alcune canzoni possono avere molti versi ed altre no.
Lo schema di cui sopra e’ uno schema generale di come possono essere le canzoni.

Si ascoltino alcune composizioni per danza contenute negli album:

 Mentre l’ introduzione, l’ outro, le frasi musicali, i ponti e i cori devono essere suonati dall’ orchestra allo stesso modo tutte le vote, non e’ cosi’ per i versi.

Essi sono, quando ripetuti, suonati dal solista, differentemente, tutte le volte. Ogni frase melodica e’ suonata 4 volte e l’ intero gruppo di 4 ripetizioni e’ ripetuto 2 volte. E si sa che ogni volta che viene ripetuta la melodia, verra’ suonata differentemente dal solista. E cio ‘ e’ davvero stupefacente.

SI ascoltino le varie ripetizioni dell’ assolo di accordion, nella melodia della canzone “ya Hlewa” dall’ album “Samya,  the best of Farid ell Atrash “EUCD 1232. Ascolterete che la melodia viene ripetuta 4 volte, per due volte, poi ancora altre 4 volte tra l’assolo di qanun e di flauto, poi altre 4 volte dopo lassolo di qanun e violin per un totale di 24 volte ed ogni volta viene suonato differentemente. Pensateci. Se dovessi riregistrare questa canzone di nuovo, laccordeonista la suonerebbe in 24 modi differenti.

Ecco perche’ lavoro solo con artisti professionisti del Cairo, quando faccio la mia musica. La capacita’ unica di creare al momento fa si che la musica sia migliore di quanto si immagini e che essa sia il prodotto ogni volta di un nuovo irripetibile istante.

Questa unicita’ e’ anche cio’ che trovo di inconfondibile e magico tra le qualita’ delle danzatrici egiziane.

In molte delle esibizioni di alcune delle piu’ grandi danzatrici egiziane, alle quali ho assistito, mi e’ capitato di ascoltare melodie molto conosciute eseguite da un violinista solista, cosi come non la avevo mai ascoltata prima. Fui profondamente ispirato quando vidi Mona el Said tradurre esattamente, danzando, cio’ che il solista suonava e cosi’ naturalmente, come se sapesse precisamente cosa il violinista stesse facendo. Beh, crediatemi o meno, questo e’ uno di quei momenti speciali che ti accende una incredibile scintilla nel cuore sospingendoti in una dimensione da dove non vorremmo ritornare mai.

Durante i miei anni come suonatore di tabla, compositore e produttore, ho assistito spesso a questi sconcertanti e sorprendenti momenti in cui danzatrici e solisti davano luogo alla magia della loro totale fusione. Mi sono chieso come facessero e quale fosse il segreto dietro quella magia e se ci fosse un segreto.

Ho trascorso molte notti con colleghi e maestri di musica e arte. Ho osservato e mi sono chiesto con loro come fosse possibile.

Ero in procinto di scoprire come suonare l’assolo di tabla senza seguire una routine, cosa che, tra l’altro, non ho mai amato e rispondere ai quesiti del tipo: Come fa la danzatrice a sapere immediatamente quale sara’ la prossima rullata ? O quale sara’ la prossima pausa o frase del percussionista? Anche non avendo mai suonato questo o quella rullata particolare o pausa per una danzatrice in passato e, dico MAI, come fa il percussionista a prevedere le azioni della danzatrice? Ed inoltre, e’ possibile imparare o migliorare, da danzatrici, la propria abilita’ nel tradurre la musica e arrivare ad alti livelli di traduzione della musica ?

E’ noto, oramai, come abbia sviluppato il concetto sulla danza, che ho tradotto nella formula :

E = E in misura e direzione .  2000 © Copyright Hossam Ramzy.

di cui potete leggere in maniera approfondita nei miei due articoli “been there..,done that…” e “drumming 4 dancers”.

E’ certo che, gia’ da molto prima che arrivassi ad elaborare la mia formula, ciascuna di queste danzatrici dallo stile inimitabile danzava, ritraendo perfettamnete la musica, secondo E=E. Osservandole danzare per cosi tanto tempo, ho creduto che fosse necessario fare del loro approccio alla danza e del loro stile stile una vera e propria teoria.

Dopodiche’ ho iniziato a chiedermi se ci fosse un modo per sviluppare le capacita’ di tradurre la musica in tutta la sua complessita’ e in tutte le sue parti, quali, ritmo, melodia, frase musicale e armonia.

Di certo queste quattro parti o livelli sono i quattro livelli di base che possono essere scomposti in molti altri, per creare il suono pieno che ha, di norma, una composizione musicale. Non e’ mia intenzione complicarvi la vita piu’ di quanto non abbia fatto fino ad ora. Percio’ mi spiego concretamente:

Prendiamo ad esempio qualla parte della composizione che e’ il ritmo.

In una orchestra di musica che accompagna la danza egiziana, ci sono molti strumenti a percussioni che portano il ritmo.

    • La Dohollas e il Duffs mantengono il ritmo di base.
    • Poi c’e’ il Mazhar che, quando necessario, interviene per rendere piu’ fiorito il suono.
    • Abbiamo poi le Toura ( grandi cimbali metallici ) che vanno a tempo, facendo piccole pause di tanto in quando e accompagnando l’ orchestra o i solisti e aprendosi o ridimensionandosi a seconda di chi accompagnano, se l’ orchestra o i solisti.

 

  • Poi c’e’ il Riq ( tamburello ) che porta il ritmo per decorare le frasi musicali. Il riq nella musica classica egiziana e’ considerato, all’interno dell’ orchestra, il leader nella sezione delle percussioni. Non pero’ nella sezione percussioni di una orchestra per danza. Qui e’ la prima tabla che la fa da leader.
  • Poi c’e la seconda tabla che porta il ritmo costante e senza fronzoli o decorazioni.
  • Infine la prima tabla, la piu’ importante di tutti gli strumenti a percussione, la quale decora, prepara, traduce, incalza e si ritira quando necessario e abbellisce per fare il suono piu’ attraente oppure suona in quattro quando desidera solamente aggiungere una rullata. Traduce la musica e i movimenti della danzatrice facendo in modo, allo stesso tempo, che l’ orchestra suoni a tempo. Accentua i passi della danzatrice, traduce alcuni dei movimenti delle braccia e dei dei fianchi, assicurando che tutto sembri perfettamente fluido e assolutamente studiato.

Questo e’ solamente un momento , all interno di una routine di danza, di cio’ che accade all’ interno della sezione percussioni, durante l’esecuzione di una frase musicale.

E mi riferisco qui alla sola sezioni percussioni…difatti altra cosa e’ quando si e’ in ascolto dell’ orchestra al completo.

Vorrei chiedervi gentilemente di studiare un brano musicale? Si ascoltati “ya waaheshny rod alaya, la traccia numero 5 dall’ album Samya the best of farid el atrash ”. EUCD1232.  :. Prendiamo questa canzone come esempio. Sono riconoscibili al suo interno le varie parti, all’ interno dei quatto livelli della composizione musicale piu’ quei sottolivelli  all’ interno della sezione percussioni, come ho spiegato sopra.

Proseguendo nel mio studio, sono sorte altre  domande:

  • come fa la danzatrice a percepire col corpo e con l’anima tutti questi suoni?
  • Come fa una danzatrice a prepararsi in anticipo rispetto a cio’ che uno dei musicisti potrebbe suonare, durante l’ esecuzione originale di un assolo?
  • Come fa a tradurlo cosi instantaneamente e spontaneamente?

La risposta tardava a venire, rendendomi insonne per un periodo di tempo, durante il quale trascorrevo intere notti a pensare a come trovarne una.

Ritornando indietro agli anni delle mie esibizioni nei night club,  allorche’ suonavo per cantanti e danzatrici, mi sono ricordato della meraviglia provata, molte volte, traducendo un movimento di una danzatrice alla quale non avevo mai visto fare, prima di allora, una routine di danza.

La sopresa era di entrambi, me e la danzatrice. Ricordo di aver ricevuto complimenti e sguardi di approvazione per essere stato cosi in sintonia con essa durante lo show. Mi sentivo privilegiato e permeato di un sentimento di gioia e orgoglio, proveniente da quella nuova scoperta che io chiamavo a quel tempo “ il mio trucchetto”.

E difatti, cio’ accadeva a lato della mia forte ambizione di sapere in che modo  poter ripetere in ogni show questa esperienza. E ancora una volta, non trovai risposta.

Decisi di  intraprendere una ricerca approfondita e, riflettendoci, la cosa migliore che potessi fare era mettermi a praticare le percussioni ininterrottamente, immaginando me stesso alle prese con una dazatrice impegnata a fare tutta una serie di movimenti, conosciuti e non, che avrei dovuto tradurre in un assolo di percussioni. La pratica  duro’ mesi o forse anni, fino ad arrivare al punto di pensare che non ci fosse alcun passo che non fossi in grado di tradurre con la tabla o attraverso una composizione musicale.

Questa pratica aveva luogo di giorno e la notte suonavo nei night club. Iniziai a ricevere molti complimenti non solo dalle danzatrici, per le quali suonavo, ma dai miei colleghi musicisti che mi raccomandarono ad altri grandi artisti. Vi riferisco cio’,ci crediate o no, non per piaggieria. Difatti mi trovavo ancora in una fase sperimentale.

Poi tra gli anni 1988 e 1989 mi sono chiesto :

  •  Una danzatrice e’ in grado di fare lo stesso esperimento e allenarsi in  modo da poter prevedere che suono proverra’ da ciascun solista dell’orchesta ?
  • Ed inoltre una danzatrice puo’ decifrare la varieta’ di notazione di ciascun strumento solista, per poterla, in ultima analisi, tradurla in danza?

Sono giunto a cocludere che si , e’ possibile riuscire a fare cio’  se ci si allena ad ascoltare ogni strumento separatamente, durante l’esecuzione da parte di un solista virtuoso,e se lo si fa per molte volte. Questa e’ anche la ragione che mi ha portato a comporre  e registrare l’ album “Source of fire” EUCD1305.  

Dal giorno in cui ho registrato “Source of fire” ho pensato al modo vario con cui una danzatrice puo’ accrescere la sua abilita’ a riconoscere e tradurre la musica piu’ velocemente della velocita’ del suono e della luce. Ho visto e  capito che le danzatrici possono tradurre la musica piu’ velocemente della velocita’ del pensiero. Esso e piu’ veloce del suono o della luce.

Se la danzatrice ha l’onere di ritrarre la musica, il pubblico dovrebbe essere in grado di assistere ad una esecuzione dove musica e danza si fondono completamente.

Sono giunto ad elaborare una tecnica in grado di ritrarre la musica il piu’ fedelmente possibile. Alcuni dei miei studenti sono arrivati, con la pratica costante, a raggiungere un livello molto alto.

Ecco , di seguito, come ci si arriva:

Si ascolti una delle traccie dal cd “source of fire”, o qualsiasi parte di un album a piacere che abbia un assolo lungo ed esteso di uno strumento come il violino, qanun, il nay o l’ accordion. Stando seduti, ( per riniziare ) si muovano le braccia artisticamente, in accordo al suono che si ascolta.

  • Ad una nota musicale del solista, sia essa lunga o corta, corrisponde un sol movimento delle braccia. Cio’ deve essere eseguito correttamente.  Se si perde una nota, si ripeta tutto dall’ inizio o poco prima dell’ inizio della frase musicale.
  • Ad una nota musicale del solista, sia essa corta o lunga, corrisponde un sol movimento delle braccia in una determinata direzione che sara’ lunga o corta, a seconda della nota musicale che si ascolta.
  • A due note musicali del solista, siano esse lunghe o corte , corrispondono due movimenti delle braccia in due direzioni differenti. E ciascuno di questi movimenti sara’ piu lungo o piu corto degli altri movimenti, a secondo della lunghezza di ciascuna di queste due note musicali del solista.
  • A tre note musicali del solista, siano esse lunghe o corte, corrisponodno tre movimenti delle braccia in tre differenti direzioni. Ciascuno di questi tre movimenti sara’ piu lungo o piu corto delgi altri  a secondo della lunghezza di ciascuna di queste tre note musicali, suonate dal solista.

E cosi via.

Se il solista fara’ una pausa, ci si fermi con lui. Nessun movimento venga fatto, fino a che il suono del solista ripartira’.

Con molta probabilita’, si avvertira’ un senso di  stanchezza estrema alle braccia e ci si chiedera’ se davvero valga la pena tanto lavoro. Se cio’ accade, bastera’ respirare ritmicamente e profondamente, abbassando le braccia. Poi si riparta appena il sangue ritorna a scorrere normalmente nelle  braccia.

Questo non e’ un esercizio per rafforzare le braccia, anche se in realta’ le rende piu’ resistenti, ma e’ qualcosa di molto piu’ inerente alla danza. Allenarsi col cuore,  mente e anima a fondere intimamente la danza con la musica.

Allenandosi nel suddetto modo, inoltre, si sara’ in grado di apprezzare il lavoro duro e la dedizione che un musicista deve aver messo nell’ esercitarsi e imparare il suo strumento, molto piu di quanto non si apprezzasse prima. E’ sorperendente come un nay che pesa meno di 150 grammi o un  archetto di violino, che dovrebbe pesare in media 61 grammi, puo’ diventare, dopo poco che si suona, pesante come una uno  di quei piloni di cemento usati per costruire il tunnel sotto La manica.

Una volta svolto l’esercizio da seduta, lo si ripeta in piedi, adoperando il movimento dei fianchi comunemente denominato “figura dell’otto” in tutte le sue varieta’. Lo si faccia, in particolare, col violino, accordion e sassofono o altri strumenti della stessa famiglia.

Si svolga il seguente esercizio:

  • Ad una nota musicale del solista, sia essa lunga o corta, corrisponde un sol movimento delle braccia. Si esegua l’esercizio in una manera corretta e se, si perde uan nota, si ritorni all’ inizio o poco prima dell inizio della frase musicale per ripeterlo.
  • Ad una nota musicale del solista, sia essa corta o lunga, corrisponde un sol movimento delle braccia e un movimento appropriato dei fianchi in una sola direzione, lunga o corta a secondo della nota musicale che si ascolta.
  • A due note musicali del solista, sia no esse lunghe o corte , corrispondono due movimenti delle braccia e due movimenti dei fianchi in due direzioni differenti. (cionondimeno, le braccia e i fianchi dovrebbero muoversi nella stessa direzione  o oppure in direzioni differenti ma sempre da essere complemetari.)  E ciascuno di questi movimenti sara’ piu’ lungo o piu corto degli altri movimenti a secondo della lunghezza di ciascuna delle due note musicali del solista.
  • A tre note musicali del solista, sia esse lunghe o corte, corrispondono tre movimenti delle braccia e tre differenti movimenti dei fianchi in tre differenti direzioni. ( Cionondimeno, le braccia e i fianchi dovrebbero muoversi  nella stessa direzione oppure in direzioni differenti ma sempre da essere complemetari).   Ciascuno di questi tre movimenti sara’ piu lungo o piu corto degli altri, a secondo della lunghezza di ciascuna delle tre note musicali suonate dal solista.

E cosi via.

Ritengo che un tale esercizio , svolto con quanti piu strumenti musicali possibili,  quotidianamente, alla stregua di un warming up fisico , mentale, conferisca una piu’ veloce ed accurata ricettivita’ all’ascolto e traduzione della musica, sollevando dall’incombenza di doversi concentrare sul meccanismo della composizione musicale. Ed inoltre, innalzera’ la capacita’ artistica di interpretare i vari suoni degli strumenti della composizione musicale che si e’ deciso di coregrafare.

A tal riguardo, mi sono state poste, dai miei studenti impegnati a studiare il mio metodo, una seria di domande.

  • Come tradurre il suono del qanun. In teoria dovrei tradurlo con lo shimmy ma poi?
  • Come fare con le note musicali che sta suonando?
  • Il qanun  e l ‘oud suonano tantissime note in un assolo. Come tradurle ?

La risposta e’ semplice. Si ascolti la frase melodica che il qanun o oud stanno suonando e ci si chieda come apparirebbe la stessa frase, se fosse suonata da un violio, un nay o un accordion?

In realta’, il qanun sta suonando la stessa frase musicale che il violinista suonerebbe ma, per sua natura, non puo’ fare altro che produrre il suono Trrrrrinnnng… Trrrrrrinnnng…. Trrrrrrinnnng.

Questo e’ tutto.

Ed ancora le seguenti domande:

– Come faccio a sapere quando usare sentimenti di gioia o esultanza? Quando e’ che esprimo serieta’ o tristezza o melanconia o sentimenti simili?

Questo tipo di domande richiedono spiegazioni approfondite, che daro’ nei prossimi miei articoli, sui quali sto gia’, da tempo, lavorando.

Ed inoltre questi temi vengono insegnati nel nostro corso : “Advanced Dancers, Teachers & Professional Performers Certified Course”. click here (Certificazione per danzatrici professioniste, insegnanti e performers”.)

Mi e’ stato poi chiesto come imparo a tradurre il suono dell’ orchestra nelle parti arrangiate delle risposte e  il suono dell’ orchestra durante il lazmah?

Questa e’ un’ altra importante questione alla quale vorrei dedicare un intero articolo. Ciononostante per riniziare lasciate che vi dica quanto ho realizzato dalla mia esperienza:

L’ orchestra non e ‘altro che un enorme solista.

Allo stesso modo in cui il pubblico e’ composto da molti individui, cosi’ il solista- orchestra, formata da piu’ strumentisti e’, di certo, piu’ forte di un singolo solista.

Le onde del suono che l’ orchestra produce sono piu larghe e occupano una sfera piu ampia nel modo fisico piuttosto che le onde del suono provenienti da un solista. Conoscere ed applicare tale assioma significa , pertanto, semplicemente, danzare in maniera matematica o geometrica.

-l’assolo del solista verra’ danzato sul posto.

– Per quanto riguarda il suono dell’ intera orchestra si puo’ scegliere di usare tutto lo spazio del palco o, nel caso in cui l’ orchestra sta suonado delle brevi risposte alle domande del solista, allora si puo’ evidenziare la differenza tra domande e risposte, attraverso la grandezza dei movimenti, che saranno piu’ piccoli se traducono il solista e piu’ ampi se traducono il suono dell’ orchestra.

Si consideri che si ha libera scelta interpretativa della danza che si esegue.

Ma si tenga a mente che se si sta danzando come se si fosse un altro strumento dell’orchestra, sara’ necessario rassomigliare alla musica. Forma, misura, lunghezza, distanza, forza, emozione, ritmo, melodia, lazmah e armonia ( L ‘armonia e’ solo ritratta quando supera in intensita’ la musica, come spiego nell’ articolo drumming 4 dancers ).

E’ saggio ricordare che: ((( Lorchestra e’ sempre prevedibile)). Essa deve sempre suonare le stesse parti tutte le volte, cosi come previsto dagli arrangiamenti. Non e’ permessa improvvisazione. Se ognuno decidesse di improvvisare anche una sola nota musicale, la composizione finirebbe nel caos. Pertanto, se si conosce  cio’ che l’orchestra suonera’ e in che ordine lo suonera’, sara’ facile prevederne i vari cambi.

E’ al suono del solista che bisogna pore attenzione al 100%.

Ci si accorgera’ che quanto piu’ si perfeziona, con l’esercizio che ho suggerito di fare con il violino, l’ accordion il nay, il qanun e l’oud, l ‘abilita’ di ascoltare, di seguire e di duplicare i loro suoni, tanto piu’ migliorera’ l’ interpretazione del suono orchestrale, sia nelle risposte brevi, all’interno della melodia, sia nella fase piu’ ampia del lazmahs o introduzione.

L’ intero proposito di questo esercizio e’ di riuscire ad allenare l’ udito, la mente e il corpo a fondersi con la musica. L’ inizio non e’ facile ma, non appena si avanza con il corso, e, a seconda di quanto tempo si dedichera’ alla pratica e di quanto accuratamente si pratichera’, aumentera’ la capacita’ di fondersi col suono.

Ci sono molti altri esercizi su cui ho lavorato per sviluppare l’ abilita’ di una danzatrice nel comprendere la transizione tra le varie parti musicali: ritmo, melodia, lazmah etc. Questo e quanto insegniamo nel corso Advanced Dancers, Teachers & Professional Performers Certified Course”. click here  Clicca qui per saperne di piu su questo corso o altri corsi  di base alla Drumzy school of music and dance.

Studiando le esibizioni delle danzatrici che piu’ ammiro per la loro capacita’ di tradurre la musica, ho capito che alcune di esse possono essere cosi accattivanti che se anche non ritraggono un suono musicale con il movimento, cio’ non va a discapito del valore artistico della loro esibizione. Viceversa, quando traducono un suono, fanno si che io mi accorga improvvisamente di esso, rendendomi noto di come fossi, precendentemente, inconsapevole di quel particolare suono, all interno della composizione.

Alcune danzatrici come Naima Akef danzano diversi parti musicali, allo stesso tempo. Nelle clips che ho raccolto in stars of Egypt, una serie di video sulle danzatrici dell’ epoca d’oro della danza orientale, e’ possibile riconoscere come vengono danzate le varie parti, all’ interno di una composizione musicale. Ne parlero’ in un altro articolo. Si  perfezioni la tecnica suddetta. In seguito, si passera’ a  lavorare sui piu’ profondi aspetti dell’ interpretazione musicale di queste altre parti.

Infine, osservando danzare le allieve della Drumzy School of Music and Dance che hanno seguito questi principi e praticato con costanza e dedizione, posso concludere che da meravigliose danzatrici sono diventate straordinari strumenti musicali.

Non vedo l’ora di “ascoltare al vostra danza”.

Con tanto ritmo,
Hossam ramzy
© 2007 Copyright Hossam Ramzy.

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